top of page

TRASCRIZIONI

In questa sezione del sito verrà proposta periodicamente la pubblicazione e la trascrizione di esempi tratti dalla documentazione più significativa dell'Archivio Storico-Digitale. I documenti seguono un ordine cronologico crescente.

1 - Pergamena di dedicazione della chiesa di Santa Vittoria - Erula (SS)

Erula_Pergamena_02.jpg

Si riporta la trascrizione:

In nomine D(omi)ni n(ost)ri Ie(s)u Chr(ist)i. Ab incarnatione(m) <così> |eiusde(m) anno mill(esimo) .CXX. dedicata e(st) he[c ecc]l(esi)a | ad honore(m) D(e)i et s(an)c(t)e Victorie vir(ginis) et mar(tyris) et [sancti] | Nycolay ep(iscop)i et s(an)c(t)i Benedicti conf(essoris) et O(mn)iu(m) S(an)c(t)or(um). | Et sunt i(n) ei(us)de(m) altare rec(on)dite reliq(ui)e s(ancti) Marcel|li p(a)p(e) et s(ancte) Lucie et Restitute vir(ginis) et mar(tyris) et s(an)c(t)i Cer|bonii ep(iscop)i et mar(tyris). Et e(st) dedicata tertio die stan|te m(en)se ap(ri)li(us) <così> p(er) manus do(n)ni Nicolay Enpuriense | Eccl(esi)e <E iniziale con cediglia> ep(iscop)o.

2 - Diversorum f. 53 - Fondo del Capitolo di Castelsardo

Il documento dice di essere stato trascritto fedelmente nella città di Sassari da un atto pubblico scritto in pergamena recante il sigillo plumbeo della Bolla di Papa Nicolò V che resse la Chiesa come 208° Papa in otto anni di pontificato dal 1447 al 1455. In questo documento si rispondeva ai canonici di Ampurias concedendo l'istituzione di un canonicato sulla chiesa di San "giorgi de ledda" presso la Villa di Perfugas. La nota riporta i nomi dei canonici Desena, de Orlando, Spinola. Questo atto inedito anticipa l'esistenza della chiesa di San Giorgio di almeno 150 anni prima delle date indicate finora dagli storici.

Diversorum_1400-1500.jpg

Si riporta la trascrizione:

foglio 53;

Hoc est translatum bene et fideliter in Civitate Sassari pñtis sar/ dinie regni sumptum aquodam publico jnstrumento inferis in Certo/ in pergamino descrípto et (instrumentum) infra scriptu  notas . subsignato et autenticato/ super capitularj concessione iuris patronats de Ecc.ia Sancti georgi de/ ledda in collis villa de-perfugas Ampurien diocesis facta firmata/ nec no^ et aquibusdam literis apostolicis bone memorie tunc pape/ nicolaj eis vera bulla Sigillo pumbleo in cordjis seris rubej crocijque/ colore. apenden munitis sanis et integris nô viciatis nô cansellatis/ ne-in aliqua Suj parte suspectis. Sed omnj prorsus vicio et suspetione/ carentibus ut prima facie aparebat . huismodis subtenore inillis/ nomime niguo uno essentia unaque. Sustansia intulis peonis co/ nsistit Amen. Noverino universi et singulis pntes literas in spec/ turis quia nos petis benedicti Dei et apostolicis sedis oratie Eps/ Ampurien Exconsilio et voluntate atque concensu dillectos ac/ venerabiliu fratum nostros canonici Nilianj desena canonici Ga/ vinj de orlando Canonici barlobe . Spinola et cononici Joanis desena/ canonicos nrĵ. Episcopatis dei sumi et altissimi principaliter no/ mine invocato eis gloriose Virginis marie matris eis intacte et/ sanctos apostolos eis

3 - Concessione del Canonicato di San Giovanni di Viddalba (1567).

Nel 1567 (il documento indica un refuso nella data riportata: 1577 invece di 1567) il Papa Pio V scrive al venerabile Fratri Episcopo Civitaten Francisco Tomas, vescovo di Ampurias e Civita di origine catalana, proveniente dall'isola di Maiorca.

Nella nota riportata quale testimonianza tra le carte della diatriba tra il Capitolo di Castelsardo e la Colleggiata di Tempio per il possesso dei beni dell'esausto Capitolo di Civita, concede il canonicato di San Giovanni di Viddalba, nella prebenda di Aggius, al dilectum Filium Matthaeum Pinnam, presbitero algherese.

Il Canonicato di Viddalba si era infatti reso vacante per la morte del precedente titolare Giovanni Battista Carcupino della Diocesi di Civita.

bulla43_Viddalba.jpg

4 - Delibera capitolare dei Canonici di Ampurias (1618).

Delibera capitolare dei Canonici di Ampurias del 22 Marzo 1618 nella quale si approva la costituzione della nuova Confraternita della Madonna d'Itria, l'esistenza di una chiesa dedicata alla Maddalena, la costruzione di una nuova chiesa dedicata a San Giovanni e il divieto, per i Confratelli, di passare dall'"antica Confraternita di S. Croce" alla nuova.

Cast cap confraternita.jpg

 Si riporta la trascrizione:

 

A 22 de março 1618 Castillo Aragones

Congregase capitularmentete el muy Illustre y Reverendo Capitulo de Ampurias ad sonum

campane maioris Ecclesiae Catedralis Ampurien con las de mas

solitas çeremonias en semejantes capitulos en la solita habitation

y Palcio del Illustrissimo y Reverendissimo Senor Don Diego Passmar obispo de Ampurias

y Civita, en el, qual, siendo presentes al dicho capitulo los muy Reverendos Senores Antonio

Aquenca Vicario General de Ampurias y Civita, Miguel Curcas, Estevan

Usay el Doctor Gavino Fois y el Doctor Pedro Francisco Sampero todos

canonigos de Ampurias que al presente en resedentia se allàn  en dicha çiudad y siendo los dichos

Senores Capitulares presentes al dicho Capitulo fue Propuesto por su Senoria Illustrissima Reverendissima que

algunas personas desta çiudad teinè deseo de fundar una confadria

de nuestra Senora de Itria y que por tanto su Senoria les quisisse dar la

yglesia de la Madalena para que fondasse en ella la dicha confadria y que

quisissen los dichos Senores capitulares sus pareres avertì si le ha dedar

la dicha yglesia qual es desus decida.

Y todos los arribas Senores Capitulares oyda la propuesta ser tan buena

y santa votaron todos conforme set unanimes nemini

discrepante que se le de la yglesia  de S.Juan, y por que pueda entre tanto acudir

los confrade de la dicta nueva confadria acudir a sus exercicios y

oraziones se les de la yglesia de la Madalena y entretanto iran apocco apoco

fabbricando la dicha yglesia de San Juan la qual se le de con pacto y obligacion

que la dicha yglesia quite perpetuamente de baxo del dominio de

su Senoria Illustrissima y Reverendissima y obispos que por tempo seran y en sede vacante

al dicho Capitulo Ampuriense y que ninguno de los confrades de que saldrà

de la de Sancta Cruz pueda entrar ni ser reçebido en la nueva confadria

de Nuestra Senora de Itria a tal por erigir la nueva no le pierda la antigua.

Item fue propuesto y detados decretado que los prelados siempre ayan

de poner los capellanes que la de servir en dicha confadria.

Item fue propuesto concluydo y decretado que la yglesia de San Juan seles

de con obligaçion que quando los prelados y su capitolo tendrà menester

la dicha yglesia por çelebrar capitolo Synodo, o, por qualquiera otra cosa

que fuera bien vista a los prelados y a su Capitolo se la ayen  de dar

sin ninguna contradition sin dano de la dicha confadria.

[...]

 

Traduzione:

 

Il 22 di marzo 1618 Castello Aragonese

Si congregò capitolarmente il molto Illustre e Reverendo Capitolo di Ampurias al suono della campana maggiore della Chiesa Cattedrale Ampuriense, con le solite cerimonie che si tengono in simili capitoli, nella solita sede e palazzo dell’Illustrissimo e Reverendissimo Signor Don Diego Passamar vescovo di Ampurias e Civita. In quel luogo erano presenti al detto Capitolo i molto Reverendi Signori: Antonio Aquenza Vicario Generale di Ampurias e Civita, Michele Curcas, Stefano Usay, il dottor Gavino Fois, e il dottor Pietro Francesco Sampero; tutti canonici di Ampurias che, al presente, si trovano residenti in detta città.

Ed essendo i detti Signori Capitolari presenti al detto Capitolo fu proposto da sua Signoria Illustrissima Reverendissima che alcune persone di questa città avevano espresso il desiderio di fondare una confraternita di Nostra Signora di Itria, e che pertanto sua Signoria Illustrissima Reverendissima avrebbe voluto dar loro la chiesa della Maddalena, perche si fondasse in quella la detta confraternita e che volessero i detti Signori Capitolari esprimere i loro pareri se fosse stato il caso di dare la detta chiesa di cui sopra.

E tutti i sunnominati Signori Capitolari, sentita la proposta essere tanto buona e santa, votarono tutti in conformità, unanimemente e senza alcuna discrepanza che si desse la chiesa di San Giovanni.

 Affinché, nel frattempo, i confratelli della nuova confraternita potessero radunarsi per fare i loro esercizi e orazioni,  si dia loro la chiesa della Maddalena.

Fintanto che andranno piano piano fabbricando la detta chiesa di San Giovanni la quale si dà a loro con il patto e l’obbligo che la detta chiesa sia in perpetuo in possesso di Sua Signoria Illustrissima e Reverendissima e dei  vescovi che a suo tempo giungeranno, e durante la sede vacante del detto Capitolo Ampuriense.

E che nessuno dei confratelli che uscirà da quella di Santa Croce possa entrare, ne essere ricevuto, nella nuova confraternita di Nostra Signora di Itria, così che per erigere la nuova non si perda l’antica.

Inoltre fu proposto, dettato e decretato che i Prelati debbano nominare i cappellani che servano in detta confraternita.

Inoltre fu proposto, concluso e decretato che la chiesa di San Giovanni sia data loro con l’obbligo che quando i Prelati e il loro Capitolo dovranno utilizzare la detta chiesa per celebrare capitolo o sinodo, o per qualsiasi altra cosa, secondo il buon parere dei Prelati e del loro Capitolo, si debba dare senza nessuna contraddizione senza che sia arrecato danno alla detta confraternita.

5 - Atto di fondazione e posa della prima pietra della chiesa rurale di N. S. delle Grazie a Calangianus (1623).

 

Calangianus_Prima pietra.jpg

Si riporta la trascrizione:

 

De Licentia Ill.mi ac R.mi DD. Joannis de

La Bronda Saçerensis Episcopi Amp.en et

Civitaten Ego Sebastianus Corda Vicarius

Perpetuus Parroquialis Ecclesis huius op

pidi de Calangianos sub invoc.e s.te Juste

Virg. et Marty. primariu’ lapidem iuxta

Rituale Romanu’ posui in Ecc.a rurali edi

ficata in loco vulgariter dicto Canna de padro

in honorē B. S. Marie Virg. et .SS. Leonardi

ac Stephani Protomarty. Die Vj. mensis

Junij anno MDCXXIIJ Presentibs.

R. dis Thoma Garruchio ac Quirico Todesco

nec non Nicolao de Sini.

 

Traduzione:

 

Secondo licenza dell’Illustrissimo e Reverendissimo Signore Don Joannis de La Bronda  sasserese vescovo di Ampurias e Civitas Io, Sebastianus Corda, vicario perpetuo della chiesa parrocchiale di questo abitato di Calangianus, sotto l’invocazione di Santa Giusta Vergine e Martire posi, secondo il rituale romano, la prima pietra nella chiesa rurale edificata nel luogo volgarmente detto Canna de Padro in onore della Beata Santa Maria Vergine e dei Santi Leonardo e Stefano Protomartiri, il giorno 6 del mese di Giugno dell’anno 1623. Presenti i Reverendi Thoma Garruchio e Quirico Todesco insieme con Nicolao De Sini.

6 - L'Editto della Fede

Questo documento costituisce una traduzione letterale dallo spagnolo, in logudorese, della proclamazione pubblica dell'atto della fede, stilata dall'Inquisizione spagnola come previsto nella pragmatica reale del febbraio 1567. La postilla finale, che proclama quaranta giorni d'indulgenza a chi è presente alla lettura dell'atto della fede, indicherebbe nella firma semi leggibile il cognome "Zampero". Il documento sarebbe stato quindi utilizzato tra il 1656 e il 1659, quando era vescovo di Ampurias e Civita Lorenzo Sampero.

atto-di-fede.jpg

Si riporta la trascrizione e la traduzione dal logudorese:

NOIS SOS INQUISIDORES con(tra) fa heretica pravidade & apftafia in cuftu regnu de Sardigna & fu diftrictu fou per autoridade apoftolica &c. Atotu fos viguinos, & moradores iftantes, & refidentes in totu fas cidades, villas, & logos de cuftu noftru districtu, de cale fi chergiat iftadu, condifione, preeminenfia, o dignidade, che fian exemptos, o no exemptos, & dognia unu, & cale fi chergiat de bois ateros, a notifia defos cales hat a vener fu contenidu in cufta noftra litera in cale fi chergiat manera falude in fu Siñore noftru Iefu Chriftu, chi eft vera falude, & a fos noftros cumandamentos chi pius veramente funt apoftolicos firmamente obedire, bardare, & cumplire. Faguimus a ifchire che dae nantis noftru eft comparfidu fu promotore fifcale de cuftu fantu Offifiu, & nos hat fatu relafione narende qui bene ifquiamus, & nos fuit notoriu, chi fuin algunos dies & tempus chi in multas cidades, villas, & logos de cuftu diftrictu nò  .....   

 

Leggi tutto: L'Editto della Fede

7 - Memoriale della ricostruzione della chiesa di San Leonardo, in agro di Tempio Pausania (25-05-1930).

Memoriale scritto dal Canonico Francesco Doranti nel quale si narrano le vicende riguardanti la ricostruzione della chiesa campestre di San Leonardo, in agro di Tempio Pausania (OT), sita tra le zone note come "San Leonardo", "Parapinta" e "Manzoni". La chiesa, oggi nota come San Leonardo e ricostruita in seguito alla promessa fatta da diversi reduci tempiesi della I Guerra Mondiale, venne inaugurata il 25 Maggio 1930 con solenne processione e dedicata alla Madonna della Pace, a San Leonardo e San Martino.

Madonna-Pace.jpg

   Si riporta la trascrizione:

 

- Nel nome della Santissima Trinità, Padre, Figliuolo e Spirito Santo

- Nel nome della Santissima Immacolata, Vergine, Madre di Dio, e Regina di Pace

- Nel nome di S. Leonardo di Limonges

- Nel nome di S. Martino, Vescovo di Tours

si scrive questa memoria,

 

da conservarsi nell'Archivio Capitolare a perenne ricordo di quanto siamo per narrare.

   Oggi - 25 maggio 1930 – (venticinque maggio millenovecentotrenta) - domenica quinta dopo Pasqua - è stata fatta l'inaugurazione solenne della chiesa campestre, posta in regione, oggi detta di “San Leonardo”, tra, “Manzoni” e “Parapinta” e dedicata alla “Madonna della Pace” e a “San Leonardo” e a “San Martino”.

   La chiesa è sorta sui ruderi di un'altra chiesa, già dedicata a San Leonardo, e diroccata da tempo immemorabile - da non meno di un secolo - poiché da una ventina d’anni le persone più attempate e di Tempio affermavano di averla conosciuta così in abbandono fino dalla loro infanzia.

   Sul frontone della porta laterale è segnata a scalpello la data di costruzione della prima chiesa 1759, la quale aveva solo due porte laterali, e precisamente una che attualmente esiste, l'altra che è stata murata, di fronte, nella parete opposta; e l'altare dove attualmente si trova la porta principale di ingresso. Pare che la chiesetta antica disponesse attorno di un largo tratto libero di terreno, che oggi invece è di proprietà privata, tanto che il muro dell'adiacente vigna tocca la parete stessa della chiesa dalla parte di levante, ossia dalla parte dell'altare.

Come è risorta la chiesa  ....

Leggi tutto: Memoriale della ricostruzione...

  

6 Editto della fede
7 Memoriale s. leonardo
bottom of page